Tornando verso casa ho deciso di passare a trovare i miei nonni...
Citofono..
- Chi è?
- Nonna...sono Chiara!
- Aaaaahh... sali!
Nonna mi aspetta.. è dietro alla porta socchiusa.. entro.. mi abbraccia forte sorridendo e poi esclama... "ma come sei sciupata... sei brutta per quanto sei secca...mi abbraccio da sola che faccio prima..." e poi.. "che faccia gialla.. che faccia brutta.. faccia gialla e faccia brutta!"
Io sorrido.. perchè queste parole le sento da quando sono bambina.. Potrei pesare venti chili di più ed avere la pelle abbronzatissima... mi ripeterebbe sempre le stesse cose...
Andiamo in cucina..
- Nonna.. nonno dov'è?
- E' di la che dorme...
- Come dorme?
Nonna mi racconta che nonno stamattina si è svegliato alle cinque che si lamentava per i dolori come un bambino.. nonno forse ha fame... lei si è alzata per preparargli un pò di latte.. nonno il latte non lo beve ma si riaddormenta.. nonna invece che una volta sveglia non riesce più a prendere sonno si alza e se ne va in cucina.
Penso a quanto possono essere lunghe e sole le ore... ore ed ore a pensare alla vita.. a quella lasciata alle spalle.. piena di ricordi e malinconia.. a quella ancora davanti.. così prevedibile...
Mi affaccio nella stanza di nonno.. è rannicchiato nel grande letto.. non si muove e respira silenziosamente...Il cuore mi si stringe...
Ritorno in cucina..
- Allora No'.. che stavi facendo?
- Eehh...niente vedi.. smangiucchiavo un pò di olive...
- Solo le olive? Ma perchè non mangi qualcosa di più sostanzioso.. ti preparo qualcosa?
- No, non mi va.. è che in questi giorni non ho fame.. e poi Paola mi aveva già preparato un risotto.. lo vuoi il risotto a nonna?
Guardo l'orologio appeso alla parete.. e le rispondo sorridendo...
- Evvabbè.. tanto è ora di pranzo e a casa non mi aspetta nessuno...
Mi riscalda lei il riso.. non vuole che lo faccia io.. Mi porta il piatto in tavola.. ed io incomincio a mangiare...
- Ma come mangi? Mangi come una disgraziata.. senza apparecchiato!
- Nonna.. guarda che mangio come stavi mangiando tu! Ma che ti importa.. mangiamo come due disgraziate...
- Tiè.. prendi un pò di prosciutto... mangia sul piatto d'argento...
Mi pone sotto il naso il cartoccio del prosciutto.. Mi viene da ridere..


Stiamo così.. a guardarci e smangiucchiare.. Nonna mi ripete le cose più volte.. ha un pò perso la sua lucidità.. ha un pò perso la sua grinta.. è diventata più fragile.. più malinconica...
Io la guardo.. guardo il suo viso segnato dalle rughe.. guardo le sue mani macchiate dagli anni.. guardo i suoi occhi un pò più spenti e grigi... le sue labbra rosa tirate.. la guardo e la trovo bella.. la trovo bellissima.. la mia nonna.. che fino a qualche anno fa avrebbe spaccato il mondo.. con quella tenacia.. quella voglia di vita.. Ora è qui davanti a me.. è sempre lei.. la mia bellissima nonna.. ma non è più lei.. non è più la mia nonna di una volta...
Mi guardo intorno.. questa è la cucina dove da piccola amavo passare le ore.. mentre lei era intenta a cucinare, cucire, fare il solitario a carte ed io semplicemente ad osservarla, ad aiutarla o disegnare... mi guardo intorno.. qualcosa è cambiato.. la cucinetta nuova è stata comprata un pò di anni fa.. ed anche il frigorifero.. ed ancora mi diverto ad osservare la maniglia per aprirlo, avvolta in un foglio di cellophane... perchè non si consumi.. non si rovini... ecco il segreto di nonna nel fare durare le cose una vita...
Chiacchieriamo.. ci confidiamo... mi racconta qualche pettegolezzo...

Nonna ha una caviglia gonfia.. la devo convincere per farla sedere sul divano.. sfilarle la calza e spalmarle una crema... Faccio piano piano.. passo la mia mano sulla sua pelle liscia.. e mi viene dire...
- Cavolo nonna.. non c'hai manco un pelo!
- E ti credo.. con la vecchiaia oltre i denti sono caduti pure i peli...
Ridiamo... un riso un pò amaro...
Quando da piccoli io o uno dei miei fratelli ci ammalavamo venivamo ospitati a casa dei nonni.. loro abitano nel nostro stesso palazzo.. all'ottavo piano.. suonavamo alla porta con il cuscino sotto braccio.. e lì incominciava la pacchia..
Nonna ti faceva il the zuccheratissimo ogni volta che volevi.. Se avevi bisogno di qualcosa bastava che suonassi il campanellino d'argento..Nonno la mattina quando usciva a fare la spesa ti comprava un giornaletto o le figurine.. poi quando avevi la febbre altissima nonna ti spogliava... i brividi erano terribili.. ma le sue mani esperte sapevano cosa fare... Prendeva del cotone, lo imbeveva di spirito e te lo passava dietro il collo, sui polsi, dietro le ginocchia, sulle caviglie.. ti ripeteva con amore di avere pazienza.. si sedeva accanto a te.. cambiava la pezzetta sulla fronte.. vegliava... e la febbre piano piano scendeva.. ti dava un bacio un pò più tranquillizzata e aspettava che ti addormentassi...
Ora, con la sua caviglia tra le mani, penso che vorrei trasmetterle anche io quello stesso senso di sicurezza e di cura che lei donava a noi.. farle capire che ci sono.. che le sono vicina...
Sento ciabattare nel corridoio.. arriva nonno... un uccellino senza becco e senza dentiera.. mi sorride... Lo abbraccio delicatamente per paura di fargli male.. I suoi occhi sono ancora così azzurri.. Nonno è stanco.. ha smesso di lottare.. e la malattia lentamente ce lo sta portando via..
Nonno.. il mio nonno bellissimo..
Torno a casa.. sono le tre passate.. il tempo è volato..
Il cielo è limpido.. il sole è alto.. sembra quasi primavera...
Penso che se Giacomo fosse qui con me avrebbe gioito di questa mite giornata.. avremmo fatto un giro in moto.. o una passeggiata in centro.. o in qualche bel parco...
Io che amo la solitudine oggi non ho voglia di stare un attimo sola..
Chiamo Luisa.. mi dice che non posso andarla a trovare perchè sta andando al teatro.. mi chiede se voglio andarci anche io.. rispondo subito di si...
Ci vediamo davanti al teatro.. lei arriva abbracciata a Fabio.. felice e sorridente.. nella sua pancia cresce la vita.. nel suo cuore si raccolgono speranze.. nella sua mente fioriscono progetti...
L'abbraccio.. le accarezzo e le bacio la pancia...
Ecco... è questa la vita.. è ancora vita!
Un padre che se ne va.. ed un figlio che piange.. una mamma che spera ed una creatura che sta quasi per nascere.. un nonno che aspetta, una nonna che ricorda..
ed io che non riesco a trattenere le lacrime perchè questa vita è così violenta.. è così piena di gioie.. ma così intrisa di dolore.. piango e mi commuovo in questo momento che mi sento così nuda.. così sensibile... così attaccata a questa vita.. a questa vita che amo.. a questa vita di cui non voglio perdere neanche un attimo..
Domani sbrigherò le cose urgenti a lavoro e poi raggiungo Giacomo...